Data di Pubblicazione:
2005
Abstract:
L’obiettivo generale del lavoro è di verificare la tenuta delle principali argomentazioni anti-psicologistiche per vedere se la tesi cara a Frege della irriducibilità dei pensieri alle rappresentazioni mentali possa essere ancora difesa e in caso affermativo in quale forma. Quel che sosteniamo è che benché la maggior parte delle argomentazioni anti-psicologistiche risulti obsoleta alla luce degli sviluppi che le discipline psicologiche hanno conosciuto a partire dal secolo scorso, tuttavia almeno una tipologia argomentativa continua a mantenere una sua validità, nella fattispecie: quella che fa leva sull’irriducibilità della distinzione tra ciò che ha la natura di una norma e ciò che ha un carattere meramente descrittivo. A nostro avviso, benché Frege colse perfettamente questo punto che rappresenta il «nucleo di verità» dell’anti-psicologismo, non lo seppe tuttavia difendere in modo adeguato. Il suo errore fu di ipostatizzare ciò che egli chiamava l’ambito dell’oggettivo non-attuale separandolo nettamente da tutto il resto. L’esito platonistico del suo pensiero gli precluse però la possibilità di dar conto della relazione dei pensieri con la mente da una parte e col mondo delle cose ordinarie dall’altra. La questione se vi sia una via intermedia tra platonismo rampante e psicologismo riduzionistico e in caso affermativo come vadano caratterizzati i pensieri rappresenta il filo conduttore dell’intero lavoro
Tipologia CRIS:
3.1 Monografia o trattato scientifico
Elenco autori:
Sacchi, Elisabetta
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