Data di Pubblicazione:
2010
Abstract:
Sull'idea della fine sembra che tutti i nostri pensieri debbano arenarsi. Che si tratti della fine individuale che chiamiamo morte o di quella fine collettiva che nella tradizione occidentale si e' intesa vuoi nei termini simbolici racchiusi nell'ultimo libro della Bibbia, l'Apocalisse, vuoi secondo il paradigma empirico della catastrofe, il pensiero della fine si blocca in un groviglio di paradossi e di contraddizioni. Eppure, la' dove il concetto si ferma e, anzi, la' dove il nostro intelletto sperimenta quella sorta di vertiginosa assenza di pensiero che la fine porta con se', l'immaginazione si mette al lavoro. Se della fine, quindi, non si da' pensiero, sulla fine cresce una vasta e lussureggiante foresta di immagini. Con il progetto culturale della modernita' e con la declinazione di quella particolare forma di assolutismo della realta' che deriva dall'assolutizzazione dell'uomo e della sua capacita' tecnico-scientifica e produttiva, si mette in atto un gigantesco meccanismo di rimozione della questione della fine. Si tratta dell'ideologia del progresso, ossia della proiezione cosmica e storica di quella stessa fede nell'infinito che caratterizzava l'antico credo cristiano. Ma oggi l'avventura del moderno pare esser giunta al suo capolinea. La crisi della modernita' che stiamo vivendo, il grande quadro che racchiude tutte le crisi di ordine ecologico, economico e politico che ci affliggono, ripropone prepotentemente la questione della fine. Ecco allora la ripresa dell'immaginazione della fine e del suo inventario figurale e simbolico. Ecco allora che le "icone della fine" elaborate all'interno del grande codice della tradizione occidentale rioccupano i vuoti del nostro presente, in quegli spazi dell'immaginario che sempre piu' coincidono con i miti della cultura di massa, del cinema e delle narrazioni popolari.
Tipologia CRIS:
3.1 Monografia o trattato scientifico
Keywords:
fine; mito; immagine; end; myth; image
Elenco autori:
Tagliapietra, Andrea
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