Data di Pubblicazione:
2015
Abstract:
Un clima fortemente antiutopico domina oggi su tutto il giro
d’orizzonte. Esso trova la sua espressione più caratteristica in quel
groviglio di “passioni tristi”, come le chiamava Spinoza, che,
spaziando dalla rassegnazione all’insicurezza, dalla disperazione
al senso di precarietà, presentano come comune denominatore
l’assunzione del presente come orizzonte invalicabile: “non avrai altra
società all’infuori di questa!”, continua minacciosamente a ripetere
l’ideologia presentista. Essa desertifica le aspettative dilatando
illimitatamente i confini dell’esistente. Gli studiosi convocati in
questa raccolta di saggi provano a riflettere su questo tema. Sia pure
con approcci, visioni ed esiti differenti, essi sono mossi dall’unanime
convinzione che, nell’odierno scenario del futuro assente, occorra
tornare a esplorare il pensiero utopico come dimensione del possibile.
Diventa, per questa via, possibile prendere congedo dall’ubiquitario
senso di impotenza e di rassegnazione e tornare a progettare futuri
alternativi, meno ingiusti del presente di cui siamo abitatori.
Reincantare il mondo e conferire un senso alle fantasie politiche
oggi mutilate costituisce, d’altro canto, la sola possibilità per non
continuare ad agonizzare impotenti nel tempo della morte di Dio,
l’evento che traccia l’orizzonte di senso del nostro presente.
d’orizzonte. Esso trova la sua espressione più caratteristica in quel
groviglio di “passioni tristi”, come le chiamava Spinoza, che,
spaziando dalla rassegnazione all’insicurezza, dalla disperazione
al senso di precarietà, presentano come comune denominatore
l’assunzione del presente come orizzonte invalicabile: “non avrai altra
società all’infuori di questa!”, continua minacciosamente a ripetere
l’ideologia presentista. Essa desertifica le aspettative dilatando
illimitatamente i confini dell’esistente. Gli studiosi convocati in
questa raccolta di saggi provano a riflettere su questo tema. Sia pure
con approcci, visioni ed esiti differenti, essi sono mossi dall’unanime
convinzione che, nell’odierno scenario del futuro assente, occorra
tornare a esplorare il pensiero utopico come dimensione del possibile.
Diventa, per questa via, possibile prendere congedo dall’ubiquitario
senso di impotenza e di rassegnazione e tornare a progettare futuri
alternativi, meno ingiusti del presente di cui siamo abitatori.
Reincantare il mondo e conferire un senso alle fantasie politiche
oggi mutilate costituisce, d’altro canto, la sola possibilità per non
continuare ad agonizzare impotenti nel tempo della morte di Dio,
l’evento che traccia l’orizzonte di senso del nostro presente.
Tipologia CRIS:
7.1 Curatela
Keywords:
utopia; nostalgia; futuro
Elenco autori:
Fusaro, Diego; Tagliapietra, Andrea
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